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Oreficeria d'arte contemporanea. Realtà odierna e Futuro in Italia.
Esigenze, speranze e prospettive di un innovativo gruppo di orafi.
Contenuti.
La realtà dell'oreficeria d'arte in Europa è molto diversa da quella Italiana. Mentre nei paesi europei questa attività artistica viene riconosciuta e promossa a livello istituzionale, nel nostro paese non esiste nemmeno una denominazione diversa da artigianato. Siamo molto indietro forse perchè noi operatori del settore non abbiamo mai chiesto ai politici un aiuto, e non abbiamo spiegato come possiamo essere aiutati. A breve esisterà un'associazione di orafi d'arte che avrà come scopo di chiedereci che gli altri colleghi di: Spagna, Inghilterra, Slovenia, Olanda, Germania, Austria... già hanno. Questo è il primo documento che racconta, spiega e chiede.
Indice
Storia e realtà odierna del mondo orafo italiano
Da artigiano a designer.
Differenze tra Artigianato ed Industria nella
distribuzione e comunicazione.
L'Artigiano - Artista
La qualità legata alla comunicazione.
La Distribuzione.
La Distribuzione e la Promozione.
La gioielleria d'arte contemporanea all'estero.
Storia e Realtà odierne.
Workshop e Symposium.
Fiere.
Dall'estero all'Italia. Conseguenze.
Dall'estero all'Italia. Esigenze.
Futuro. Cosa vogliamo fare.
Cosa stiamo facendo.
Storia e realtà odierna del mondo orafo italiano
Il mondo orafo italiano oggi si presenta con una struttura produttiva consolidata in zone geografiche ad alta specializzazione: Vicenza, Valenza, Arezzo da una parte e dall'altra una diffusa distribuzione sul territorio dell'attività artigianale tradizionale: riparazione, modifica, copia dall'esistente e produzione di gioielli legati alla tradizione e non.
In questo ambito, orafi di formazione ed origine squisitamente artigianale si sono evoluti attraverso la ricerca applicata alla produzione di nuovi prodotti, per aggredire diversamente un difficile mercato.
Da artigiano a designer
realtà degli ultimi anni l'apertura di nuovi laboratori artigiani dotati di vetrine dove esporre le proprie produzioni. I gioielli fabbricati da queste aziende non sono sostanzialmente dissimili dalla produzione seriale che oggi presenta spesso caratteristiche di ricerca e qualità molto alte coniugate da un'ottima politica di comunicazione.
Per un'esigenza di mercato che giorno per giorno si emancipa alla ricerca di prodotti sempre pi di qualit estetica e formale i produttori si sono trasformati da artigiani orafi in designer.
La produzione avviene quasi completamente nello stesso laboratorio attraverso metodologie che sono per lo pi identiche a quelle d'alta qualit dei grossi marchi produttivi. L'aspetto estetico, curato, ricercato e molto person
ale dei gioielli artigianali prodotti, diventa spesso un marchio riconducibile all'azienda. In Friuli Venezia Giulia un esempio sono i fratelli Mazzola, orafi artigiani, con la linea suggerita dall'arte Longobarda prodotta interamente nel loro laboratorio "La fucina longobarda". Sebbene parte della loro produzione sia legata al gioiello d'arte contemporaneo il settore trainante l'azienda quello della produzione seriale. Mazzola, azienda artigiana da una parte e la ditta Quaglia, realt produttiva industriale dall'altra, utilizzando la stessa tecnica della cera persa realizzano un prodotto all'apparenza simile come finitura ed anche come impatto evocativo, ma hanno origine, motivazioni e distribuzione molto diverse.
Differenze tra Artigianato ed Industria nella distribuzione e Comunicazione.
Ciò di cui sono carenti le aziende artigiane è la distribuzione ed ancor più la comunicazione.
per questo che la loro distribuzione spesso si ferma a livello cittadino ed al massimo regionale. La competizione senza possibilità di vittoria che loro malgrado si trovano a dover accettare avviene con i grossi marchi; Fope, Damiani, Chimento... Pomellato, che sfoderano grandi capacit imprenditoriali.
Queste ultime aziende, se pur con le medesime origini artigianali, attraverso investimenti nella programmazione, nella rice
rca, nella comunicazione ed un'attenta distribuzione, sono dentro le gioiellerie che vendono semplicemente attraverso "l'educazione mediatica" della pubblicità.
Il prodotto Pomellato non è migliore di quello realizzato dagli artigiani-designer ma ha un aspetto di diversità, originalità, modernità e unicità imposto dalla comunicazione che l'azienda ha saputo proporre con precisione. Il loro è un prodotto industriale che viene venduto come un oggetto unico raro e per questo più prezioso degli altri in commercio. Oggi il divario da riempire fra l'artigiano e le grandi industrie di design non è più legato alle capacità produttive nè al prodotto, ma alle metodologie inerenti al riconoscimento della qualità. Pomellato è di qualità ed è moderno perchè lo dicono tutti e perchè la sua immagine, costruita ad arte è quella di un prodotto raffinato, unico.
Il prodotto di design artigianale dal momento che imita, insegue o precede di poco il prodotto innovativo industriale deve ancora dimostrare la sua rarità e qualità. La comunicazione di questo avviene con risorse limitate ma soprattutto con la mancanza di spiccate caratteristiche di diversità del prodotto e quindi di riconoscimento delle sue qualità. L'artigiano-designer, finch non troverà altre risorse, non potrà far altro che ripercorrere le strade gi segnate dalle grandi aziende e cercare
di conquistare piccole nicchie di mercato in attesa di un talento imprenditoriale che faccia fare il balzo comunicativo e riempia il divario con gli altri soggetti del mercato.
L'Artigiano - Artista
Esiste parallelamente una realt solo di base artigianale che fugge da questa competizione. Sono artigiani ma anche liberi operatori dell'arte che esprimono la loro ricerca e personalit attraverso gli strumenti dell'oreficeria. Si possono giustamente definire artigiani-artisti.
La coerenza del proprio percorso creativo, per altro applicabile a qualunque campo dell'arte, diventa anche strumento di comunicazione e di riconoscimento. L'intolleranza per compromessi che spesso invece sono strutturali per l'artigiano e l'industria di design, fanno parte di un nuovo e diverso modo di formare il concetto di qualit. La parola qualit per questi soggetti non ha la stessa valenza di quelli presi in esame precedentemente. Essi sono artigiani perch costruiscono con le proprie mani le loro opere, sono artisti perch inseguono un proprio progetto di unicit, personalit e sperimentazione, al di fuori del mercato nel settore della ricerca pura.
La qualit legata alla comunicazione.
Se dalla parte dell'industria e del designer rimane vincente il rapporto prezzo-peso, oppure tempo-finitura, oppure v
alore estetica-mercato, dall'altra per gli orafi-artisti la qualità è legata all'uso di materiali diversi per raggiungere lo scopo di comunicare la propria ricerca, che pu sembrare inutilmente esasperata ma che invece insegue il concetto di perfetta qualit.
Un oggetto qualitativamente perfetto può ad esempio avere bisogno di un sistema differente dalla classica saldatura per unire le parti; pu essere costruito non in oro ma in un materiale pi consono al concetto o all'idea che l'artista vuol comunicare.
La Distribuzione.
Per i seguenti motivi questi nuovi e diversi soggetti del mercato non possono effettuare la distribuzione attraverso i canali che commercializzano i tradizionali gioielli di produzione e ricerca formale.
1) Perchè i gioiellieri sono assolutamente impreparati a trattare oggetti che hanno un apporto concettuale cos predominante rispetto al materiale od al valore della mano d'opera.
2) Il mercato in Italia è molto influenzato da ciò che la pubblicità palese ed indotta ci propone. Per pubblicit indotta intendiamo, ad esempio, il ciondolo visto in televisione nel programma pi gettonato, indossato dalla presentatrice di successo, ripreso come per caso: questa una pubblicit che spinge a scegliere quell'oggetto in maniera quasi inconsapevole.
3) perchè il mercato in Italia per
gli oggetti d'arte è ancora d'elite. Di conseguenza per i gioiellieri è erroneamente trascurabile, sebbene in grande espansione.
4) perchè i gioielli cambiano completamente con il progredire della ricerca artistica anche se progettati e realizzati dagli stessi autori e quindi non c'è possibilità di entrare in una routine di acquisto e vendita. Un'abitudine commerciale del gioielliere fino a pochi anni fa era di riassortire rapidamente il gioiello appena venduto con un'altro perfettamente uguale.
La Distribuzione e la Promozione.
La distribuzione avviene quasi esclusivamente tramite gallerie d'arte specializzate in gioielli e raramente attraverso gioiellieri che cercano diversità ed originalità ma non troppo spinte. Spesso queste gallerie sono nate e vivono assieme al laboratorio artigianale di design o d'arte.
In Italia questo connubio non è una novità poichè già negli anni '50 c'è stato un momento commerciale che veniva denominato "il gioiello d'artista", sponsorizzato da gioiellieri-galleristi, nel quale si sono espressi grandi nomi dell'arte come Afro, Capogrossi, Fontana, Mattiacci, Consagra, Alviani, Melotti, Gi e Arnaldo Pomodoro. "Il gioiello d'artista del 900 in Italia" è argomento consueto di mostre che nel nostro paese si svolgono quasi annualmente. Ma queste mostre trattano di gioielli di artisti degli anni 50 fino agli anni 80.
La differenza sostanziale tra il gioiello d'artista degli anni 50-80 e quello contemporaneo è che la ricerca oggi viene fatta direttamente dall'orafo-artista nel campo della decorazione del corpo che approda come risultato finale addirittura alla sperimentazione di gioielli applicati sottopelle.
Per Fontana, Capogrossi ed altri la mano non ha mai prodotto direttamente un gioiello ma le linee guida dell'arte di questi grandi protagonisti del '900 si sono potute applicare all'arte minore dell' oreficeria.
A differenza di quel periodo in qui gli artisti erano italiani, il mercato del gioiello d'arte contemporaneo oggi in Italia è indotto ed in gran parte di importazione.
Una mostra che si è tenuta a Venezia anni fa era dedicata al gioiello d'arte contemporaneo austriaco organizzata dalla Biennale e promossa da enti e ministeri austriaci. Nulla o poco si è fatto a livello istituzionale per promuovere il gioiello d'arte contemporaneo italiano.
La gioielleria d'arte contemporanea all'estero. Storia e Realtà odierne.
Il mercato dell'oreficeria d'arte contemporanea nasce e si sviluppa in Germania, Austria, Belgio, Olanda, Inghilterra e Paesi Scandinavi per poi diffondersi in tutta Europa, in paesi di lingua anglosassone e in alcuni paesi dell'Europa dell'Est (Repubblica Ceca e
Polonia).
In questi paesi ci sono scuole di oreficeria dove si insegnano non solamente la pura pratica dell'artigiano orafo, ma anche e soprattutto le tecniche di sviluppo della creativit per stimolare gli studenti a proporre il proprio pensiero attraverso i gioielli, oltre al riconoscimento della qualit per raggiungere un livello ottimale di comunicazione con le proprie opere.
Probabilmente in Italia il mercato del gioiello d'arte è rimasto schiacciato per tanti anni dagli interessi dei grossi centri produttivi dove non c'era bisogno di altro poich il mercato interno e straniero erano molto recettivi. Oggi un mercato frammentato e polverizzato ha reso protagonisti soggetti distribuiti su tutto il territorio. Sono orafi artisti che si sono affrancati e promossi all'estero e solo dopo hanno concretizzato il loro successo in Italia.
Workshop e Symposium.
In Europa orientale ed occidentale ed in America da anni si attivano workshops nei quali gli artisti sviluppano e confrontano le loro idee ed esperienze e propongono nuovi itinerari. Questi incontri vengono promossi, ad esempio in Germania dal Museo di Oreficeria Contemporanea di Hanau, sede di una importante collezione pubblica di gioielli assieme al Museo del Gioiello di Pforzheim ed alla Collezione Danner della Pinacoteca d'Arte Moderna di Monaco di Bavie
ra.
Sono momenti nei quali si maturano rapporti di amicizia, di stima e di scambio culturale al di l di lingue, etnie e nazionalismi.
Fiere.
Soprattutto in Germania nelle grandi fiere del settore come "Inhorgenta" nell' ambito della Fiera di Monaco un padiglione specifico viene dedicato completamente al gioiello d'arte e di design pi spinto. In questo padiglione si sviluppa il discorso commerciale delle piccole imprese, ma anche quello di convegni e soprattutto quello di un concorso, il "Forum Konzepte", aperto agli emergenti di tutto il mondo.
Alla Fiera della Baviera nel padiglione degli artigiani viene organizzato dal 1959 "Schmuck", una mostra-concorso ad invito. Una giuria composta anche da artisti italiani seleziona fra tutti i migliori artisti a livello internazionale di oreficeria d'arte contemporanea che hanno mandato la richiesta di partecipazione, 60 candidati aspiranti al primo premio. Per loro c' la mostra d'arte qualificata ed una pubblicazione.
In questa occasione Monaco apre tutte le sue gallerie d'arte di oreficeria contemporanea private e pubbliche nelle quali si svolgono presentazioni, mostre collettive e personali.
In Camera di Commercio si pu assistere a convegni e lezioni dei più grandi autori di oreficeria contemporanea internazionale. Qusste importanti e costanti realt
hanno creato un mercato parallelo alla gioielleria tradizionale. Un mercato fatto di collezionisti, o semplicemente clienti, con un gusto culturalmente pi evoluto, che cercano oltre al pezzo unico e al gioiello qualitativamente ineccepibile, qualcosa ad alto contenuto intellettuale che risponda all'esigenza di comunicare la propria unicit nonch la propria personalit evoluta e consapevole nella scelta.
Dall'estero all'Italia. Conseguenze.
Anche in questo settore la grande mobilità dell'informazione ha contaminato negli ultimi anni l'Italia. Anche da noi si sono aperte delle scuole simili a quelle degli altri paesi (a Firenze e Milano); artigiani si sono evoluti in artisti di oreficeria contemporanea, si sono aperte gallerie nelle quali si vendono opere di artisti-orafi italiani e stranieri.
Ma stiamo parlando di realtà organizzate a livello privato e quindi molto lontane dal resto d'Europa, dov' l'istituzione pubblica che si attiva.
Fino a non molti anni fa un artista italiano che voleva commercializzare o far conoscere la propria opera doveva uscire dall'italia ed andare soprattutto in Slovenia, Germania, Austria.
Con l'apertura delle frontiere tutto è diventato più semplice e veloce.
Purtroppo ancor oggi alla fiera di Vicenza, maggior esposizione della produzione italiana leader nel mo
ndo, non esiste la pur minima presenza di oreficeria d'arte contemporanea nè italiana nè internazionale. Sembra quasi che oramai manchino le basi culturali per cui ci che arte non possa anche essere business ignorando la realt' dell'estero.
Questo allontanamento da parte del mercato dall'arte e dal design pi spinto, perch non capiti, non avviene solo nel campo dell'oreficeria. Questa mancanza di promozione e di potenziamento dell'arte nel mercato interno anche l'origine della perdita di mercato del design italiano in generale nel mondo.
Dall'estero all'Italia. Esigenze.
L'internazionalizzazione è la carta vincente per un orafo d'arte. I prodotti d'arte e di design, in questo settore, non hanno bisogno di una grande strategia di marketing perch sono gi forti, personali e coerenti ma hanno solo bisogno di visibilit.
Cio' che all'estero salta agli occhi di tutti è che a livello istituzionale non si sia organizzato nulla per incrementare il settore veramente artistico d'avanguardia ( e non l'artigianato artistico ), pur riconoscendo a scuole e gallerie private qualit e meriti. Ad esempio non esiste un'associazione che sia un riferimento per operatori istituzionali o privati, stranieri e nazionali.
L'orafo-artista che voglia proporsi ad un pi ampio pubblico, o il collezionista ed il gallerista ch
e voglia conoscere nuovi artisti non hanno un punto d'incontro dove chiedere ed ottenere il primo visibilità, il secondo informazione.
In specialmodo questa è un'esigenza sentita dagli stranieri che hanno sempre guardato all'Italia come ad una terra ricca di arte e si aspettano di trovare anche nel campo dell'arte contemporanea e della sperimentazione ottimi artisti-orafi favoriti e promossi, come lo sono loro, dalle istituzioni.
Gli artisti italiani che lo straniero conosce sono quelli rari e intraprendenti che partecipano a mostre e fiere all'estero, i quali investono il proprio tempo e soprattutto danaro per proporsi ad una clientela più internazionale e culturalmente più evoluta. Spesso gli artisti iatliani preferiscono rivolgersi all'estero dove le strutture esistono e funzionano bene, piuttosto che rimanere a casa propria dove non si ha alcun riferimento certo e continuativo.
Futuro. Cosa vogliamo fare.
Siamo un gruppo motivato di artisti orafi italiani con l'esigenza di incoraggiare e diffondere la ricerca nell' arte orafa, farsi conoscere, e sensibilizzare le istituzioni pubbliche alla promozione della gioielleria contemporanea italiana.
Siamo numerosi, ma lo saremo di più visto che ormai è ai box di partenza una associazione di artisti orafi, la prima in Italia.
Molti di noi hanno già all'attivo buona visibilità internazionale e con un'opportuna comunicazione e pubblicità l'associazione richiamerà potenziali estimatori e compratori dall'estero.
I primi obiettivi dell'associazione sono:
1. La creazione di un museo del gioiello innovativo dinamico con una mostra-vetrina che cambia, presentando i risultati dei workshop e sempre nuovi artisti. Mostra-vetrina digitalizzata per diffondere il gioiello italiano contemporaneo nel mondo attraverso internet. Per fare questo abbiamo bisogno del supporto di una istituzione pubblica. Si richiede quindi un finanziamento-investimento per l'avvio e la disponibilit di una struttura.
2. In questa struttura verranno organizzati workshop e symposium di breve durata al fine di richiamare artisti a livello internazionale per scambi di idee e di cultura del gioiello. Corsi di specializzazione e formazione legati all'oreficeria d'arte
3. l'organizzazione di una Biennale del Gioiello Contemporaneo a livello internazionale, con accesso tramite concorso e conseguente mostra con pubblicazione di catalogo.
4. Le mostre organizzate e la biennale potranno diventare itineranti in Italia e all'estero con l'appoggio delle gallerie pubbliche e private del circuito esistente.
L'intento quindi :
1)Di far parlare dell' associazione e del gioiello d'arte italiano il più po
ssibile;
2)Portare il prodotto nostrano all'estero come marchio di qualità di lunga durata, e non solo moda passeggera;
3)Stare al passo con gli altri paesi europei e d' oltreoceano;
4) Collaborare fra colleghi perchè l'unione fa la forza.
La nostra forza è la nostra creatività che dobbiamo mantenere unica e personale capace di evolvere nel corso della nostra ricerca artistica.
Cosa stiamo facendo.
1 Cerchiamo fondi ed idee per costruire un sito web, casa informatica dell'associazione
2 Abbiamo iniziato una ricerca ed un censimento delle attività legate a questo settore, dei progetti, degli orafi artisti e di gallerie in Italia.
3 Ricerchiamo contatti per gemellaggi e collaborazioni. Per esempio con la Slovenia abbiamo già iniziato una valutazione per svolgere workshops, individuando sede e finanziamenti, ma anche con enti di formazione con accademie.
4 Promuoviamo la cultura del gioiello d'arte contemporaneo attraverso l'insegnamento, le conferenze e le pubblicazioni.
A cura di:
Maurizio Stagni ed Alessia Semeraro
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