Super User

Super User

Super User

Wednesday, 27 November 2019 10:29

Stefano Fronza

Italy

Da piccolo ero affascinato dall’atmosfera del laboratorio, dalle attrezzature orafe, dai gioielli che mio padre creava nella sua bottega. Dopo aver conseguito la Maturità in Arte Applicata - sezione Oreficeria - presso l’Istituto d’Arte di Trento, l’oreficeria è diventata per me principalmente un lavoro.
Da sempre nutro per disegno, musica, fotografia e arte nel suo complesso un interesse che ho coltivato in passato e continuo a coltivare oggigiorno sia per motivi di studio che per passione personale. Al lavoro da orafo accompagno studio e letture che m’hanno consentito di scoprire un mondo a me prima sconosciuto: l’oreficeria d’arte. Da quel momento ho voluto mettermi alla prova, iniziando anch’io a creare qualcosa di mio. Per mia fortuna sostenuto da chi credeva in me, fin da giovane ho avuto la possibilità di visitare importanti mostre e luoghi d’arte in Italia e all’Estero. E così, combinando il lavoro con gli studi intrapresi prima a Düsseldorf e poi a Salisburgo, ho avuto modo di fare la conoscenza di figure di gran rilievo nel mondo del gioiello contemporaneo.
Rientrato in Italia con un bel bagaglio di viaggi e di studi, ho ripreso l’attività da orafo, portando avanti il mio lavoro di ricerca sul gioiello contemporaneo. Con il passare degli anni per me il gioiello è diventato quello che è anche attualmente: l’occasione per trovare un momento da dedicare a me stesso, un momento per coltivare fantasia ed ingegno. Un lavoro? Certo che sì, ma, anche e soprattutto, una passione che mi spinge a sperimentare, a cercare nuovi modi per esprimermi e che mi stimola a tenermi costantemente aggiornato. Grazie ai riconoscimenti talvolta attribuiti alle mie opere, alle mostre ed agli appuntamenti di settore, ora ho più opportunità di viaggiare, incontrare nuove persone, conoscere nuovi mondi e realtà, rivedere luoghi e persone che già conoscevo. Tutto ciò con un unico filo conduttore: l’oreficeria d’arte contemporanea.

As a child I got enthralled by the atmosphere inside the workshop, the goldsmith's equipment, the jewels that my father created in his artisan shop. After I graduated in applied arts, specializing in goldsmithing at the High School of Arts of Trento, for me goldsmithing basically turned into a job.
Drawing, music, photography and art in general have always attracted an interest which I nurtured in the past and keep nurturing nowadays for both study and personal reasons. My work as goldsmith goes along with learning and reading, thanks to which I could discover a world that had been unknown to me before: goldsmithing art. From that very moment my will has been to try my hand at it and start creating something of my own. Having been lucky enough to be supported by whom believed in me, since the days of my youth I had the chance to visit important exhibitions and art venues in Italy and abroad. And so, combining work and the studies I undertook at first in Düsseldorf and later in Salzburg, I could get acquainted with prominent representatives of the world of contemporary jewels.
After coming back to Italy accompanied by a notable baggage of travels and studies, I resumed my activity as a goldsmith, carrying on my research work on contemporary jewels. With the passing of years, for me jewels have turned into what they are even now: the occasion to find a moment for myself, a moment when imagination and ingenuity get nurtured. Is this a job? Yes, of course, but, above all, it is a passion that prompts me to experiment, to search for new ways of expressing myself and that stimulates my will to be constantly up-to-date. Thanks to the accolades occasionally granted to my works, to exhibitions and meetups devoted to this field of art, I am now presented with more chances to travel, get acquainted with new people, learn about new worlds and realities, see known places and people once again. All this bound together by one and only thread: contemporary goldsmithing art.

 

 

 

 

la linea
orecchino singolo - foto dell’artista riprodotta con stampa Lambda su alluminio, Pvc, alluminio e argento 925/°° | 2017
orizzonti
orecchino singolo - foto dell’artista riprodotta con stampa Lambda su alluminio, Pvc, alluminio e argento 925/°° | 2017
la rinascita
spilla - foto dell'artista riprodotta su alluminio, Pvc, alluminio e titanio | 2017
l’onda
spilla - foto dell'artista riprodotta su alluminio, Pvc, alluminio e titanio | 2018
la riproduzione
spilla - foto dell'artista riprodotta con stampa Lambda su alluminio, Pvc e titanio | 2016
l’unione
spilla - foto dell'artista riprodotta su Dibond, alluminio, titanio e acciaio armonico | 2019
la bocca
spilla - foto dell'artista riprodotta su Dibond, alluminio, Pvc, titanio e acciaio armonico | 2019
presenza
spilla - foto dell'artista riprodotta su Dibond e alluminio, Pvc, titanio e acciaio armonico | 2019
la figura femminile
spilla - foto dell'artista riprodotta con stampa Lambda su alluminio, Pvc e titanio | 2016

 

 

Monday, 25 November 2019 14:51

Walking Treasures

 

Un evento annuale dedicato al gioiello d'artista, per avvicinare il pubblico al mondo del gioiello contemporaneo, attraverso la presentazione del lavoro di artisti internazionali che utilizzano vari materiali e tecniche, mettendo in luce il loro percorso di ricerca e sperimentazione.

 

 

 

 

 

 

Tuesday, 19 November 2019 15:25

MKaye Denkewalter

USA

Living in Alaska has afforded me a magical background in which to create my art. The surrounding mountains inspire me to create organic small sculptures, metal utensils and jewelry. The jagged mountains are the forces of nature that I try to incorporate into the metals while the receding glaciers bring a sleek coolness to my work. Many of my ideas come from long hikes in the mountains and along the stream beds. I work primarily in silver by forging or fabricating my pieces. Feeling the metal in my hands makes me connect to the world around me, which in turn makes me happy. The alone time in my studio, creating my work is what makes me whole.

 

 

 

 

 

2016. Sterling Silver Forged Bracelet
2019. Bronze, Driftwood, Rubber, Copper Bolts Pendant
2012. Etched Sterling, Jasper Rock
2015. Fused Sterling Silver, 18k Gold, Blue Topaz
2015. Fused Sterling Silver
2008. Sterling Silver, Titanium, Topaz
2010. Sterling Silver, 18k Gold, Brown Pearl
2014. Fused Sterling Silver, Keum-Boo
2018. Wood, Sterling Silver, Black Onyx, Bronze
2018. Wooden Scrap, Sterling Silver

 

 

Wednesday, 23 October 2019 10:04

Connessioni | Connections

Le Associazioni per il gioiello contemporaneo ACJ (Regno Unito) e AGC (Italia) collaborano per una mostra che seguirà un itinerario nei due paesi a partire da Novembre 2019 e nel corso del 2020/21. Il progetto si intitola Connessioni | Connections e verrà esposto in diverse sedi per ciascun paese.
UK: a Londra al Goldsmith Centre Scotland e Lighthouse a Glasgow
Italia: a Livorno al Museo del Mediterraneo ed a Padova all’ Oratorio di S. Rocco
Questa notevole opportunità è frutto della collaborazione paritetica delle due organizzazioni.
Il tema: Connessioni / Connections propone la realizzazione di un gioiello che possa rappresentare: relazione, contatto, reciprocità, network.
La Selezione dei 25 soci AGC è avvenuta attraverso un panel di persone autorevoli nel campo, referenti di ACJ.
Mirella Cisotto Nalon, già Capo Settore Attività Culturali del Comune di Padova, ha selezionato le opere dei soci ACJ, utilizzando gli stessi criteri e condizioni per assicurare la stessa qualità dei progetti e delle realizzazioni.
Gli autori hanno realizzato le loro opere con i materiali rappresentativi il proprio lavoro: dai metalli nobili, alla stampa su seta, all’organza e la porcellana, al ferro ed alle resine, alle tecniche proprie dell’oreficeria, all’uso del niello e del mokume gane, i colori dei pigmenti e gli acrilici, papier-maché e polystirene.
Si è realizzato il catalogo che illustra tutte le opere, i testi di presentazione e le sedi d’esposizione.
L’inaugurazione della mostra si svolgerà a Londra, nella sede del Goldsmith’s Center il giorno 11 novembre 2019; seguirà il prossimo 2020 il 19 febbraio alla Lighthouse di Glasgow, il 6 giugno al Museo della Scienza del Mediterraneo di Livorno ed in ottobre a San Rocco di Padova.

https://www.acj.org.uk/index.php/2-uncategorised/498-connections-connessioni

Monday, 14 October 2019 08:09

Gaspare Gaeta

Italia

Nato nel 1973 Gaspare scopre la sua vocazione artistica sin da giovane. Frequenta l'istituto d'arte della sua città, Lanciano, e studia percussioni al conservatorio di musica a Pescara. Nel 1991 inizia il percorso formativo come orafo apprendendo l'arte della creazione del gioiello con il maestro Romeo di Cesare a Pescara. A Valenza segue corsi di design e da modellista con il prof. Giuseppe Turrisi, e si specializza nella tecnica di lavorazione a cera persa. Apre il proprio laboratorio nel 2000 collaborando con varie gioiellerie in Italia e all'estero. Con i suoi lavori partecipa a diverse mostre internazionali (tra cui MACEF, Orocapital, Gioielli in Fermento, Zeughausmesse), ed espone le sue creazioni in Italia, Belgio, Svizzera e Germania. Nel 2012 si trasferisce a Berlino. Curioso del potenziale della gioielleria contemporanea come forma di comunicazione, ha sposato questo concetto. Gaspare è membro dell’agc – associazione gioiello contemporaneo.

Born in 1973, Gaspare developed his passion for arts and music in his early years. After attending the arts high school in his hometown of Lanciano, he enrolled at the music conservatory of Pescara to study percussions. In 1991 he began his apprenticeship as a goldsmith. He learned the art of jewellery making with master Romeo Di Cesare in Pescara and attended design workshops and wax modeling classes with prof. Giuseppe Turrisi in Valenza. In 2000 he opened his own workshop and extended his collaboration with jewellers in Italy and abroad. His works have been showcased at various international and private exhibitions in Italy, Belgium, Switzerland and Germany (such as MACEF, Orocapital, Jewels in Ferment, Zeughausmesse). In 2012 he moved to Berlin. Curious about the artistic potential of contemporary jewellery as a means of communication, he has embraced this concept in recent years. He is a member of agc – contemporary jewellery association.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Wednesday, 02 October 2019 09:50

PREMIO INCINQUE JEWELS

 

PREMIO INCINQUE JEWELS - IL GIOIELLO SI RACCONTA

Mostra collettiva del "Premio Incinque Jewels - Il gioiello si racconta" che intende promuovere la cultura del Gioiello Contemporaneo sul territorio di Roma

Curato da Monica Cecchini e da Emanuele Leonardi

Esposizione 10-13 ottobre 2019, Roma

promosso dall’Associazione Culturale Incinque Open Art Monti,

presso la Galleria Incinque Open Art Monti, Roma

Il “Premio Incinque” vuole favorire una riflessione sul tema della “COMUNICAZIONE” in senso ampio e includente, creare un dialogo tra colui che realizza l’opera e chi la osserva. Vuole indagare sulla funzione del Gioiello come oggetto simbolico, non solo dalla valenza artistica, ma come portatore di un messaggio dal valore sociale, che trasmetta una storia sottolineandone le origini e la volontà di trasmetterle con nuove interpretazioni.Così da unire mondi trasversali e culture differenti.

Ha chiesto ai partecipanti di pensare e progettare un Gioiello che valorizzi le antiche arti ed al tempo stesso crei un legame con l’Arte Contemporanea, ne è così nata l'esposizione, che è una collettiva di 30 artisti, selezionati da una giuria di esperti del settore.

Inaugurazione aperta a tutti giovedì 10 ottobre 2019 alle ore 18.30

Chiusura 13 ottobre 2019 ore 21

L’evento è all’interno della storica manifestazione Ottobrata Monticiana.

Media Partner: Nouvelle Factory
Sponsor: Vinus - Vignaioli tuscolani

Galleria Incinque Open Art Monti Via della Madonna dei Monti, 69 - 00184 Roma
telefono: 39 349 2618428 mail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

sito web: www.incinqueopenartmonti.com
UFFICIO STAMPA: Francesca Telleschi telefono: 39 3391449042 mail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

 

 

 

 

 

 

Wednesday, 25 September 2019 12:32

Silvia Segnalini

Italy

Let’s do the Renaissance.

Today as never before, the current art system is aimed more by commercial tasks than contents and intellectuality, real drive of the system. As scientific method teachs, it would be unrealistic to rethbrinking the whole art market at once, so ambition is rather of restarting a reflection on the status of the art, from a smaller but very important sector: the artist's jewel.
The innovative power of this process is the introduction of a legal point of view: this is my commitment for AGC.

 

 

 

 

 

 

 

Wednesday, 04 September 2019 13:09

Lieta Marziali

UK

My work spans jewellery to writing, researching and curating, and mentoring and teaching. Importantly, they are for me just different manifestations of making, equally central to my personal and spiritual growth and the process of making me in an art practice that is, in the same way Italian writer Italo Calvino referred to literature, " an existential function, ... a search for knowledge"*. This "wisodm as practice"**, as defined by the contemporary German philosopher Peter Sloterdijk, is then by default slow and mindful, not only of the provenance, destination and context of each project, but also of my natural cycles of thinking, making and, most crucially, reflection. My practice is both a platform and a method for reflection and philosophical enquiry: a personal space in which to ask myself questions, test answers and reactions, and understand how I think and why. It is how I raise my awareness of myself and of how I navigate in the cosmos. In the Socratic spirit that knowledge is virtue, I am driven by the desire to always become a better person. Deeply rooted in mindfulness, my practice is where I learn to exist as an integral, rather than dominant, part of all that surrounds me, resulting in a radical ethical approach. The need to investigate, uncover, say, comment or express creates the narrative that fills most of my work. This story-telling takes the form of jewellery pieces which are, at the same time, a means to and an expression of my questioning, reflection and growth, and an invitation to the viewers and wearers to also question, reflect and grow by, quite literally, embracing them close to their bodies.

A new piece will first manifest itself sometimes from simply holding a found object, sometimes from a recurring word or phrase (often already a title!) echoing in my head, or more often from a situation, a moment of clarity, or the need to understand something or to share a line of personal enquiry. Materials, with no hierarchy of value, are included simply according to how they fit this process. Any hesitation as to their choice is a vital clue to me that my question or answer is not sufficiently clear and a piece is not ready to be made, and I cannot and must not force it into material existence. When the moment is right, assembling is normally fast and instinctive, and my design process is dictated by an innate make-do attitude: as with everything else in life, I thrive on applying my knowledge to constructive problem solving and finding low-tech workable solutions from available resources and basic staples.

Most of my jewellery work then comes to be embodied in a one-off piece or small ensemble. Very rarely, I have happened upon questions that have worked at an even slower pace but the need to externalise them has been stronger, in the path of understanding them, than the importance to find clear answers. And this is where my occasional series are born, never knowingly finite but projects that need to remain open to reflection and enquiry, to be re-examined and re-explored until that time when they might feel resolved.

Words and language are for me another material which accompanies me through the making process, and their manipulation is just as essential a factor in determining how the work will finally manifest itself. As a result, titles are never just a necessity or an afterthought and instead, whether at the origin of its concept, or as a final reflection, they form an integral part of each piece.

Most important of all, I have learnt that the "studio" for me is far from being confined to the walls of my physical workshop and it extends to wherever I happen to be at any particular moment, processing information, asking new questions, reflecting. Over the years, I have learnt to listen to the rhythms of my thinking and to let them guide me: be it the workshop, the keyboard, the pen, the classroom, a book or a museum, my workstation stays fluid. And whereas I used to be daunted by not making enough, I have come to understand that "making" does not necessarily equate to a new jewellery piece. And so I now confidently reach for the bench only when it calls. And, when it is time, it always does.

 

 

 

Are We There Yet: On Recurrence, Recollection and the Resilience of Material Existence (Necklace, 2018)
Hardcore rubble from local and international dirt tracks, new and reclaimed copper, vintage bead necklace, recycled silver
Blue Rinse with a Chance of Mischief: On the Sweet Perils of Growing Older (Necklace-Brooch, 2018)
Jar lid, rusted drinking can top, plastic sweet wrappers, reclaimed faux pearl, vintage bead necklace, vintage button, copper foil, iron, recycled silver, stainless steel
Does My Brooch Look Bob In This? (Brooch, 2018)
Copper, steel, chocolate foil, reused pearls, nail varnish, recycled silver
Girotondo (Ring, 2012) / Tutti Giù Per Terra (Ring, 2015)
Jar lid, vintage tin, silver charm, copper sheet and adhesive, paper, glue, fabric, steel wire / Jar lid, old kettle whistle, silver charm, vintage tin, copper, stainless steel wire, glue, plastic bead
Noli Me Tangere (Brooch, 2019)
Golden cardboard, pebble, 18k gold wire, oxidised copper, paint, 18k gold pin wire
Norfolk Fields: On the Alchemy of Before, Between and Beyond (Brooch, 2018)
Sheep's wool, shotgun cartridge case, wood, rusty wire, 18ct gold, iron wire, stainless steel
Phoney (Necklace, 2018)
Fake pearls, fake phone, fake shoe, fake gold beads, fake gold chain, recycled silver
Predator (Brooch, 2019)
Found plastic objects and toy cowboy, copper, recycled silver, stainless steel, tie pins
Round The Bend (Brooch, 2013)
Zinc-cast toy car, aerosol can top, jar lid, copper, base metal stud earring, brass, stainless steel
Veda (Necklace, 2019)
Sheep bone, ceramic fragment, reclaimed lapislazuli bead, reclaimed copper wire
Thursday, 25 July 2019 16:18

Renata Manganelli

Italia

La mia visione del gioiello contemporaneo non prescinde dal gioiello come ornamento e pertanto non mette in discussione ne l’estetica del bello ne l’indossabilita’ del monile. La mia ricerca punta a dare un’identita’ , una funzionalita’ al gioiello al di fuori del corpo che lo indossa, trasformandolo in oggetto, integrandolo in una scultura, in un quadro, in una prospettiva piu’ ampia. La nuova collezione dei GIOIELLI VIRALI nasce dalla passione per le immagini del microscopio elettronico, per quel mondo mistertioso che si cela dietro le apparenze della materia.
I microrganismi con la loro affascinante e complessa architettura diventano gioielli, sculture, immagini. Qusto progetto cerca anche di essere un ponte fra arte e scienza e di poter finanziare la ricerca sulle nuove terapie geniche. I gioielli, combinano elementi forgiati con le tecniche tradizionali della gioielleria classica ad altri frutto della ricerca e delle nuove tecnologie di modellazione e stampa 3D. L’arte e la tecnologia, la macchina e la mano oggi come non mai hanno bisogno l’una dell’altra. Mescolare le nuove tecnologie con quelle piu’ tradizionali in gioielleria come in altri campi significa per me aver capito che la tecnologia ha bisogno della manualita’ e della creativita’ dell’uomo tanto quanto l’uomo ha bisogno di essa per superare i limiti della sua natura.

 

My personal view on Contemporary Jewellery does not challenge the wearability or aesthetical point of view, which has already been investigated from nearly a 100 years ago. My research is focused on giving the jewel a new function, a life beyond the body, transforming it into an object, a part of a sculpture or a painting, creating a broader perspective. My new collection VIRAL JEWELLERY comes from my long-standing passion for electronic microscope images, that mysterious world hidden behind our tangible existence. Microorganisms with their fascinating and complex structure become jewels, sculptures, images. This project aims to be a link between art and science and is looking to fund the research on genic therapy. The jewels combine elements created with the traditional jewellery techniques alongside elements coming from the new 3D modeling techniques. Mixing new technologies with more traditional techniques in jewelry as in any project means being aware that technology is empty without the human hand and creativity and that man needs technology to overcome his limits.

 

 

trafiggimi anello in bronzo resina porcellana e pigmenti - pierce my heart ring in bronze resin and porcelain
collezione ossimori Munich jewellery week installation
ossimoro3 collana quadro in bronzo porcellana mixed media e carta - necklace and painting in bronze porcelain mixed media and paper
progetto anello abbinato agli occhiali realizzato in collaborazione con Vanni srl in bronzo e acetati recuperati da scarti della produzione
viral connection collana spilla oggetto e quadro in resina pla pigmenti carta e magneti - necklace brooch and painting in resin pla pigments paper and magnets
vhv collana in bronzo resina polyestere pigmenti e ossidi necklace in bronze resin polyester pigments and oxides
flu collana in titanio e pietre dure - necklace in titanium and semiprecious stones
Virus jvd collana spilla oggetto in resina elemento 3D pigmenti e magneti -
vhv2 collana in resina pla pigmenti ossidi bronzo e pietre dure - necklace in bronze resin pla pigments oxides and semiprecious stones
vhp bronzo polyestere filo metallico - bronze polyester and metal wire
Tuesday, 23 July 2019 10:23

Lucilla Giovanninetti

Italia

Il mio interesse per il gioiello risale all’università, quando inizio a studiarlo dal punto di vista storico e iconografico. In seguito approfondisco le mie conoscenze sul piano stilistico e formale. Negli anni insegno storia del gioiello in alcune scuole di design, ma mi piace anche seguirne la progettazione da parte degli studenti. E poi apprendo come lavorare con i metalli, con la cera, con gli smalti. Da qualche anno la mia ricerca si è orientata verso un possibile connubio fra metallo e tessuto, ma ultimamente il tessuto è diventato protagonista, indurito con resine, per ottenere volumi importanti, organici, ma leggerissimi.

Mi interessa la progettualità, partendo dalla forma piana ritagliata nel tessuto, che viene dipinto, elaborato, cucito, indurito con resine. Mi affascina lo stupore davanti alla materia, la sua leggerezza, l’elaborazione cromatica, a volte la non-piacevolezza estetica.

 

My interest in jewelry goes back to my years at the university when I began to study it from a historical and iconographic point of view. As a I deepened my knowledge both on a stylistic and formal level. Over the years I have taught history of jewelry in several design schools but I have also enjoyed following the design of the students. I have learned how to work with materials such as metals, wax and glaze.

For several years now my research has been oriented towards a possible bond between metal and fabric, but lately the fabric has become the key player, hardened by resin, to obtain large volumes which are consistent but very light.

My interest lies with the design process, starting from the flat shape cut from the fabric that then gets painted, elaborated upon, sewn and hardened with resin. I am truly fascinated by the wonder behind the material; its lightness, its chromatic processing, and at times its unpleasant aesthetics.

 

 

Arriccia
Calla
Caos
Cespuglio
Equilibrio
Flutti
Numero 5
Petali
Punte
Souvenir
Page 1 of 24