Super User

Super User

Super User

Mercoledì, 15 Maggio 2024 20:57

Lista Soci AGC

Venerdì, 08 Marzo 2024 15:12

WANG ZHIPENG

Tea Brick

China, as the homeland of tea, has a long-standing tea culture. There are over 2,000 different varieties of tea in China. Tea-related culture such as tea performances, tea competitions, and tea ceremonies varies across different regions, encompassing a diverse range of tea varieties, tea-making techniques, and associated customs.

Since early 2023, I have embarked on a collaboration with a CHAxART gallery located in Amsterdam, the Netherlands. This unique establishment combines a teahouse with a fine art gallery, actively promoting the dissemination of Chinese tea culture and intercultural art. As part of this collaboration, the gallery collects the tea leaves that are consumed by guests and visitors throughout the month. These collected tea leaves are then shipped to me in Munich, where I will utilize them as materials for a new series of jewellery projects with a focus on material-based design. Through the collaboration works, tea itself has been endowed with the meaning of intercultural communication.

Tea used played a crucial role as a form of currency circulating along the Maritime Silk Road, connecting trade routes between the Eurasian continent and China. Moreover, it served as a significant medium for promoting cultural exchanges and integration between the East and the West. When I travel to various countries, I rely on a mobile travel app to document the paths of my exhibitions and journeys. These paths serve as a testament to my experiences and memories in Europe, which I subsequently transform into brooches for presentation. Each tea brick represents a piece of my personal journey throughout Europe, symbolizing the accumulation of my experiences along the way as well.

Material: Recycled Chinese tea, 925 silver, Stainless steel wire

 

 


Wang zhipeng MONTEBELLO AWARD CAPTION Tea brick5 Zhipeng Wang

 

Wang Zhipeng MONTEBELLO AWARD CAPTION Zhipeng Wang

 

Wang Zhipeng Tea brick Brooch

 

Wang zhipeng 4

 

Venerdì, 08 Marzo 2024 15:11

ALICE BIOLO

UNDER THE SKIN

The three brooches are the development of the concept of pain and trauma, representing the processing of a traumatic event. The brooches, cylindrical shaped hollow structures, containing a hidden compartment, a metaphor of the human state, linear and simple on the outside but complex on the inside. The wearer can choose to share the inside with an audience or keep it for themselves.

The garnets represent pain during the processing of a traumatic event; in brooch N.4, all the emotions are concentrated in the center due to now knowing how to process them. N.5 represents an inevitable explosion with different levels of tube settings surrounded by a ring of pins. Finally, in N.6, the rotatory chaotic motions of N.4/N.5 cease. Residue of pain is represented by some hidden red garnets, in a surface evenly filled with pins and a calming motion when moved, trauma is processed.

Materials: Sterling Silver, Stainless-steel pins, red garnets from Mozambique and Second-hand red garnets donated by Scottish Goldsmiths Trust

 

 


BIOLO ALICE MONTEBELLO AWARD CAPSULE Alice Biolo

 

BIOLO ALICE MONTEBELLO AWARD N4 FRONT Alice Biolo

 

BIOLO ALICE MONTEBELLO AWARD N6 DETAIL Alice Biolo

 

BIOLO ALICE Under the Skin n4 Brooch

 

Venerdì, 08 Marzo 2024 14:44

VIOLETA CURA

JUST IN CASE

A series of four portable brushes and an object. Absurd objects, out of place, unexpected, playful and political,pieces to start a conversation.

Techniques and materials: Carved wood necklace with a brush tip as a lock.
Repurpose wooden Bracelet with brush hair.

In case of emergency box, painted photo frame, a brush and transfer letters.

 

 


Cura Violeta MONTEBELLO AWARD necklace violeta cura

 

Cura Violeta MONTEBELLO AWARD object violeta cura

 

VIOLETA CURA Just in Case Bracelet

 

Venerdì, 08 Marzo 2024 14:44

SHAN JIN

VOID

There is a Chinese saying: Great music has the faintest notes; great form is beyond shape.

In this project, the aesthetic value of gemstones is transformed into charming and beautiful works in this way. The set of works uses a framework to depict gemstones and their refracted light, attempting to evoke a delicate and ethereal beauty about space. The void outlined by the metal line implies the space occupied by gemstones, which can accommodate infinite possibilities and is not bound by internal concepts, reflecting the profound thinking of empty spaces in Chinese culture.

Materials: Brass gold plated, 3D printing.

 

 


Front1

 

Front2

 

SHAN JIN Void Brooch

 

Venerdì, 08 Marzo 2024 14:44

NOVA SMITH

MIR Space Station

MIR is a sculptural object with modular, removable sections that can be worn on the body.

These modules are wearable containers designed to house precious items during everyday life and space travel.

This piece was speculatively designed for Helen Sharman; the first British astronaut who also visited the MIR Space Station.

MATERIALS: Brass, Steel, Copper, Sterling silver, Parian ceramic

 

 


NOVA SMITH MIR Space Station Necklace

 

SMITH NOVA MONTEBELLO AWARD MIR Kvant1 Nova Smith

 

SMITH NOVA MONTEBELLO AWARD MIR Overall Nova Smith

 

Sabato, 23 Settembre 2023 14:01

Roma Jewellery Week 2023

Alternatives gallery, in collaborazione con AGC Associazione Gioiello Contemporaneo, presenta i lavori di 18 designer internazionali, frutto delle loro ultime ricerche artistiche nell’ambito dell’ornamento personale.                                                       
La mostra è ospitata dal 07.10.2023 al 14.10.2023, presso la sede della galleria Alternatives a Roma in via della Chiesa Nuova 10, con inaugurazione il giorno 07.10.2023 alle ore 16.30, ed è parte integrante del progetto più ampio di valorizzazione e promozione del gioiello contemporaneo, d’autore e d’artista, promosso dalla manifestazione RJW Roma Jewellery Week, già alla sua terza edizione.
Con quest’evento, gli organizzatori hanno voluto portare all’attenzione del pubblico romano e non solo, il carattere assolutamente internazionale e multidisciplinare di un settore come quello del gioiello contemporaneo, da sempre crocevia di mondi diversi ma contigui, come quello dell’artigianato, dell’arte e del design. Uno spazio di ricerca in continua trasformazione, sempre pronto a sperimentare nuove tecnologie, nuovi materiali e nuove tendenze, con il solo fine di creare qualcosa di unico, di diverso, mai uguale a se stesso.
La collaborazione tra AGC e Alternatives Gallery ha portato alla selezione di 16 percorsi creativi, frutto di culture e sensibilità diverse intorno al concetto di ornamento personale, alla sua capacità comunicativa e alla sua innata forza simbolica.
Riscrivendo i parametri della sua lettura, gli autori hanno dato vita a gioielli lontani dai normali canoni classici, ma incredibilmente attuali nella loro connotazione temporale.  Un  caleidoscopio di proposte creative dove l’unica regola è non avere regole.
E’ con questo spirito che gli autori hanno inteso interpretare questo processo creativo, facendo diventare il racconto il punto centrale dell’opera, palesandosi attraverso l'uso originale delle idee, dei materiali e la cura nella sua realizzazione.

Possiamo cogliere nei lavori del livornese Corrado De Meo, riflessioni sul colore di certi paesaggi toscani all'alba o al tramonto, ombre che la luce produce su una superfice ruvida, o ancora la relazione di forme proiettate in uno spazio dove il tempo è sospeso.

Stefano Fronza è presente con una serie di spille che fondono la sapienza orafa con la fantasia fissata nell’immagine fotografica elaborata da raffinate tecniche digitali. La realizzazione dei suoi gioielli cela una peculiarità narrativa, laddove l’immediatezza dello scatto fotografico nel cristallizzare dettagli di realtà che lo circondano, ne modifica il loro significato perchè l’immagine, decontestualizzata diventa altro da sé e dalla sua rappresentazione.

Due artiste prendono spunto dalla stessa tecnica antica giapponese del Kintsugi, l’arte di riparare le ceramiche rotte, ma con un approccio completamente diverso. Una è la cipriota Liana Pattihis che realizza i suoi gioielli utilizzando oggetti indesiderati e danneggiati raccolti nel corso degli anni, conferendo ai pezzi originali una nuova identità e funzione, mentre la giapponese Yukiko Kakimoto associa simbolicamente questa tecnica al modo in cui cerchiamo di guarire noi stessi nelle nostre vite dalle ferite fisiche o emotive.

Un’altra artista giapponese, Mari Ishikawa, mediante la tecnica della cera persa cattura la bellezza dei momenti fugaci della vita di tutti i giorni e li cristallizza in gioielli, dandoci la possibilità di osservare gli istanti fuggenti della nostra esistenza.

Natalia Cellini, artista toscana, attraverso i materiali racconta la sua storia, la storia della sua terra, la Maremma, territorio aspro, montuoso, una regione di minatori, di contadini, di gente che vive di terra e con la terra, un’infanzia plasmata da legami e ritualità.

La giovane Alice Biolo invece si è formata dapprima all’Istituto Pietro Selvatico di Padova per poi proseguire i suoi studi alla Glasgow School of Art. Il concetto esplorato nelle sue opere è il tema del dolore e del trauma. Biolo si interessa al lato nascosto dell'animo umano, creando gioielli con scomparti segreti, atti a stabilire un rapporto intimo solo con chi lo indossa.

Le artiste Daniela Repetto e Roberta Consalvo Sances fanno ampio uso del colore sulle superfici dei loro gioielli, ma con tecniche e materiali molto diversi. Nel caso della Repetto, che proviene da una formazione pittorica, la costante presenza di cromie è data dall’utilizzo degli smalti a fuoco, antica tecnica che ha affinato nel corso degli anni. La Consalvo Sances invece utilizza pigmenti che va ad applicare al legno, dove il colore si fonde con le delicate textures create sulla superficie.

Dall’opera di Babette von Dohnanyi traspare eleganza dovuta dall’uso sapiente dei metalli, le loro ossidazioni, il trattamento della superficie e l’abbinamento a pietre che conferiscono colore all’opera. Gioca con le geometrie dando rigore e purezza ai suoi lavori, che entrano in perfetta armonia con il corpo.

Anche nei lavori di Maura Biamonti, Giulia Morellini e Roberta Pavone possiamo osservare l’utilizzo di materiali più consueti per il gioiello, come l’argento, talvolta abbinato a pietre, minerali o ossidazioni particolari, ma dove le forme, questa volta, prendono vita da un contatto diretto e viscerale con la materia che ne guida la costruzione.

Con la modellazione e la stampa 3D, Mariangela Murgia e Alberto Catalano realizzano oggetti estremamente complessi nonstante la loro apparente semplicità. I loro progetti partono spesso da forme naturali e organiche. Quello che vogliono è fissare un fenomeno in una forma in movimento, fluida, che ne esprima il divenire e le sue tensioni interne.

Per la greca Yiota Vogli creare gioielli è un processo meditativo atto a trasformare emozioni come paura, rabbia, tristezza o speranza, in forme multicolore, mediante l’atto di tagliare, arrotolare ed incollare nastro adesivo, componendo forme fragili sostenute da strutture solide, a simboleggiare la fragilità delle nostre vite.

I gioielli di Yoko Takirai e Pietro Pellitteri uniscono la cultura giapponese a quella italiana, in uno studio ed elaborazione del concetto di spazio e movimento. L’ispirazione nel loro lavoro si traduce in forme geometriche che rivelano leggerezza ed eleganza. Il loro è un continuo gioco tra vuoto e pieno, assenza e presenza, forza e delicatezza. Il risultato finale della loro ricerca è dunque un gioiello armonioso, coerente e carico di culture millenarie.

Per concludere, i gioielli presentati in questa mostra rappresentano una finestra sul gioiello di oggi e forse anche su quello di domani, fatto di oggetti ibridi, in parte ricerca artistica, in parte artigianato, in parte design, o anche nulla di tutto questo. E’ un tempo, il nostro, estremamente interessante per il mondo della creatività, difficile da interpretare oggi, ma sicuramente stimolante per tutti noi.


Artisti in mostra:
Maura Biamonti, Alice Biolo, Natalia Cellini, Corrado De Meo, Stefano Fronza, Mari Ishikawa, Yukiko Kakimoto, Giulia Morellini, Mariangela Murgia & Alberto Catalano, Liana Pattihis, Roberta Pavone, Daniela Repetto, Roberta Consalvo Sances, Yoko Takirai & Pietro Pellitteri, Yiota Vogli, Babette von Dohnanyi


Biamonte

Maura Biamonti

Biolo

Alice Biolo

CatalanoMurgia

Mariangela Murgia & Alberto Catalano

Cellini

Natalia Cellini

DeMeo

Corrado De Meo

Fronza

Stefano Fronza

Ischikawa

Mari Ishikawa

Kakimoto

Yukiko Kakimoto

Morellini

Giulia Morellini

Paone

Roberta Pavone

Pattihis

Liana Pattihis

Repetto

Daniela Repetto

Sances

Roberta Consalvo Sances

Takirai

Yoko Takirai & Pietro Pellitteri

Vogli

Yiota Vogli

Von Dohnany

Babette von Dohnanyi

 

Giovedì, 16 Febbraio 2023 07:07

ANSIP KAIA

Relation to the body

Abstract Essay: This work searches for a meaning to a seemingly given statement: relation to the body, which is written to almost every jewellery open call. What does relation to the body stand for? How much freedom does that notion give to the artist? If the openness is real then it allows artists to travel in the borderlines of mediums. The essay shows how the body has been used in different fields and which topics are relevant in art. It brings examples in the field of jewellery and beyond. The writer of this essay asked other jewellery artists to write 100 words about the relation to the body. The liberty to write any way wanted was given by the author. Four jewellery artists out of eight agreed to write. Their texts are interwoven into this essay. The sources for the essay vary between the field of contemporary art and contemporary jewellery, as the topic itself suggests crossing between the fields and mediums. The essay cited articles from culture newspapers and Moma website and also master thesis works from the Estonian Academy of Arts.

 

 


Giovedì, 16 Febbraio 2023 07:07

RUGGIERO ILARIA

From the adorned body to the activated body: the jewel as an embodied device.

Abstract Essay: The essay highlights, through a phenomenological reading of the body in the 20th and 21st centuries, the still unexpressed results of the impact of some disciplines such as psychoanalysis and performance art on contemporary jewellery. 

If, in fact, an evolutionary, historical and symbolic link has been traced between the languages ​​of Body Art and contemporary ornament, the influences that the discovery of psychoanalysis and the unconscious have had on the narration of the body have not yet been explored through the lens of jewel. 

The essay would like to underline the breadth of this potential research not only as a historical perspective aimed at filling a gap in the study and analysis, but as a new source of inspiration for the evolution of future studies and criticism on the relationship between jewellery and artificial intelligence and design, which, together with the most recent doctrines of the philosophy of the body and of embodied cognition, offers new ideas for philosophical speculation and development on the subject.

 

 


Giovedì, 16 Febbraio 2023 07:07

RIZZI CHIARALICE

Relearn to look: thoughts on the participatory art of the human body

Abstract Essay: The essay addresses the contemporary jewelry practice as a cultural phenomenon that increasingly became a platform that interprets the imaginaries of the contemporary world, taking in consideration how the relationship between jewelry and the body shifted more and more from the status of ornament to a tool for conveying content. The issue of the body has been at the center of the 20th century art, especially through the work of women artists in the 60’s and 70’s that declared the dignity of emotions as a subject, dwelling on Lygia Clark’s participatory practice as straightforward in this sense and pioneering as anticipated the deep respect for subjectivity our time requires. The impossibility to solve the “art question” is what keeps us focused on the task up to the present day, where contemporary art practices, like jewelry, by often departing from an established visual vocabulary, offer unexpected point of view about the performative nature and the participatory art of the human body.